30 aprile 2017

Buonanotte del 30 aprile 2017

La vita è breve. Perdona in fretta, bacia lentamente, ama davvero, ridi sempre di gusto e non pentirti mai di qualsiasi cosa ti abbia fatto sorridere, oppure piangere.

— Sergio Bambarén

Mick Hutchings


Il presidente

Il presidente, in particolare, è soltanto un prestanome: non esercita in effetti il benchè minimo potere. E’ sì scelto dal governo, ma le qualità che deve dimostrare di avere non sono quelle tipiche del leader: la sua fondamentale qualità è saper provocare scandali. Per questa ragione scegliere un presidente non è facile: bisogna poter scegliere una persona che sappia provocare il furore nella gente, ma che sia anche in grado di affascinarla. Il suo compito non è esercitare il potere, ma stornare l’attenzione della gente dal potere stesso.

— Guida galattica per autostoppisti

29 aprile 2017

Buonanotte del 29 aprile 2017

Le cose che ho imparato e poi
non mi sono servite a niente
io le tengo comunque che non si sa mai
la più inutile di tutte
mi fa ancora sorridere
scoprire che se pedali forte in bicicletta
ti nasce intorno un vento
che per gli altri non soffia

— Francesco Tomada

Waldemar Strempler


Cristina Ramb

il sabato poesia

Quando cade la sera in cui confondo
le quotidiane cose e i nomi
mi si raggrinziscono i verbi e le mani
i ricordi si mescolano ai sogni
il passato s’appropria del presente.
Quando sono un fastidio per tutti
la mia illogica verità, la mia non risposta
e mi cade il mangiare dalla bocca
mi si annuvolano gli occhi nell’assenza
si fermano le mie gambe.
Forse perderò i codici e la paura
regni finalmente nella mia memoria la dimenticanza
e non faccia male l’amore né la nostalgia
e non sanguinino ferite aperte male.
Può darsi che sia felice in un modo strano
senza presagi, né dubbi, né rancori
in un corpo vinto dal tempo
che non può ricordarsi del premere
della fame e la sete date dal desiderio.
Quando finiscono gli spazi della lucidità
e resto legata dai silenzi
nella notte parole senza senso
girano folli così lontane da un fonema.
Sarà questa sera …
e per questo
che oggi mi urge una poesia

 Cristina Ramb

Alejandra Pizarnik

agenda letteraria
  Il 29 aprile del 1936, nasce a Buenos Aires Alejandra Pizarnik (muore suicida nel 1972)


Vita, mia vita, lasciati cadere,
lasciati dolere, mia vita,
lasciati cingere di fuoco,
di silenzio ingenuo, di pietre verdi
nella casa della notte,
lasciati cadere e dolere, mia vita.

(da L'Albero di Diana)

28 aprile 2017

Buonanotte del 28 aprile 2017

Non c’è nessun inferno.
E neanche il paradiso.
La vita è qui.
Il dolore è qui.
La ricompensa è qui.

— E. Bunker

Robert Motherwell


Cara Fern

La Sua lettera mi ha molto commosso e se potessi prenderei subito il treno per provarLe che non è vero che la circondi il gelo e l'ostilità. Ma non capisco perché si trovi tanto male proprio adesso che sa che sa di poter lavorare nove ore al giorno e quindi pressoché mantenersi. Non ha sempre aspirato all'indipendenza? A meno che Le succeda come a tutti: una volta ottenutala, non sa più che farne. Si ritorna cioè a quanto Le ho sempre consigliato: si faccia una vita interiore - di studio, di affetti, d'interessi umani che non siano soltanto di «arrivare», ma di «essere» - e vedrà che la vita avrà un significato. Io non ho potuto muovermi anche perché abbiamo avuto i questurini in casa per parecchio tempo - una nostra impiegata è stata arrestata¹ - e s'immagini le grane.
Cara Fern, la solitudine che Lei sente, si cura in un solo modo, andando verso la gente e «donando» invece di «ricevere». (È la solita sacrosanta predica). Non che io aneli di essere quello a cui Lei dovrebbe donare - tanto più che i doni che Lei potrebbe farmi non sarebbero ancora la soluzione ma aumenterebbero il pasticcio. Si tratta di un problema morale prima che sociale e Lei deve imparare a lavorare, a esistere, non solo per sé ma anche per qualche altro, per gli altri.
Fin che uno dice «sono solo», sono «estraneo e sconosciuto», «sento il gelo», starà sempre peggio. È solo chi vuole esserlo, se ne ricordi bene. Per vivere una vita piena e ricca bisogna andare verso gli altri, bisogna umiliarsi e servire. E questo è tutto.
La nostra posizione qui è molto precaria. Il padrone ogni tanto fa progetti per riportare la baracca in Piemonte - che non mi dispiacerebbe. Ma intanto - tira e molla - non faccio più niente e non ho più pace. La smetta con quella stupida storia dell'assegno. Pensi piuttosto a tradurre l'Addio, e con l'assegno si comperi un monopattino.
Coraggio e arrivederci.

— Cesare Pavese a Fernanda Pivano, maggio 1943

27 aprile 2017

Buonanotte del 27 aprile 2017

Devo imparare a voler bene allo stupido che è in me: quello che è troppo sensibile, che parla troppo, corre troppi rischi, qualche volta vince e troppo spesso perde, che non ha autocontrollo, che ama e odia, fa male e si fa male, promette e non mantiene le promesse, ride e piange. Solo lui mi protegge da quel tiranno autoritario e sempre troppo equilibrato che vive in me.

Isaac Rubin

Greet Helsen


Elementi

Il vero amore contiene l’elemento della gentilezza amorevole, che è la capacità di offrire felicità.
Per rendere felice una persona bisogna esserci. Si dovrebbe imparare a guardarla, a parlarle. Rendere un’altra persona felice è un’arte che si impara.
Il secondo elemento che compone il vero amore è la compassione, la capacità di togliere il dolore, di trasformarlo nella persona che amiamo. Anche in questo caso bisogna praticare il guardare in profondità per riuscire a vedere che tipo di sofferenza ha in sè quella persona. Spesso avviene che l’altra persona, compresa e sostenuta, sarà in grado di affrontare più facilmente le difficoltà della sua vita, perchè sentirà che siete dalla sua parte.
Il terzo elemento è la gioia. Il vero amore vi deve portare gioia e felicità, non sofferenza giorno dopo giorno.
Il quarto e ultimo elemento è la libertà. Se amando sentite di perdere la vostra libertà, di non avere più spazio per muovervi, quello non è vero amore.

— Thích Nhất Hạnh

26 aprile 2017

Buonanotte del 26 aprile 2017

L'uomo che non conosce la tristezza, non ha mai pensieri profondi.

— Proverbio cinese

Paul Klee


Blossoms In the Night

Non occorre titolo

Ichna

Si è arrivati a questo: siedo sotto un albero,
sulla sponda d’un fiume
in un mattino assolato.
È un evento futile
e non passerà alla storia.
Non si tratta di battaglie e patti
di cui si studiano le cause,
né di tirannicidi pieni di memoria.

Tuttavia siedo su questa sponda, è un fatto.
E se sono qui,
da una qualche parte devo pur essere venuta,
e in precedenza
devo essere stata in molti altri posti,
proprio come i conquistatori di terre lontane
prima di salire a bordo.

Anche l’attimo fuggente ha un ricco passato,
il suo venerdì prima di sabato,
il suo maggio prima di giugno.
Ha i suoi orizzonti non meno reali
di quelli nel cannocchiale dei capitani.

Quest’albero è un pioppo radicato da anni.
Il fiume è la Raba, che scorre non da ieri.
Il sentiero è tracciato fra i cespugli
non dall’altro ieri.
Il vento per soffiare via le nuvole
ha dovuto prima spingerle qui.

E anche se nulla di rilevante accade intorno,
non per questo il mondo è più povero di particolari,
peggio fondato meno definito
di quando lo invadevano i popoli migranti.

Il silenzio non accompagna solo i complotti,
né il corteo delle cause solo le incoronazioni.
Possono essere tondi gli anniversari delle insurrezioni,
ma anche i sassolini in parata sulla sponda.

Intricato e fitto è il ricamo delle circostanze.
Il punto della formica nell’erba.
L’erba cucita alla terra.
Il disegno dell’onda in cui s’infila un fuscello.

Si dà il caso che io sia qui e guardi.
Sopra di me una farfalla bianca sbatte nell’aria
ali che sono soltanto sue
e sulle mani mi vola un’ombra,
non un‘altra, non d’un altro, ma solo sua.

A tale vista mi abbandona sempre la certezza
che ciò che è importante
sia più importante di ciò che non lo è.

Wisława Szymborska

25 aprile 2017

Buonanotte del 25 aprile 2017

Scrivere significa aprirsi a dismisura; perciò uno che sta scrivendo non sarà mai solo abbastanza, e mentre scrive non ci sarà mai silenzio abbastanza intorno a lui, e la notte non sarà mai notte abbastanza.

— Franz Kafka, Lettere a Felice

Karsten Vinther


Whos’s Dream Is It - Karsten Vinther

La ragionevolezza

Direi d’essere un libertario, una persona estremamente tollerante. Spero perciò d’essere considerato degno di poter appartenere ad un consesso civile perché, a mio avviso, la tolleranza è il primo sintomo della civiltà, deriva dal libertarismo. Se poi anarchico l’hanno fatto diventare un termine negativo, addirittura orrendo… anarchico vuol dire senza governo, anarche… con questo alfa privativo, fottutissimo… vuol dire semplicemente che uno pensa di essere abbastanza civile per riuscire a governarsi per conto proprio, attribuendo agli altri, con fiducia (visto che l’ha in se stesso), le sue stesse capacità. Mi pare così vada intesa la vera democrazia. […] Ritengo che l’anarchismo sia un perfezionamente della democrazia.

Fabrizio De André

24 aprile 2017

Buonanotte del 24 aprile 2017

Certo la letteratura non sarebbe mai esistita se una parte degli essere umani non fosse stata incline a una forte introversione, a una scontentezza per il mondo com'è, a un dimenticarsi delle ore e dei giorni fissando lo sguardo sull'immobilità delle parole mute.

— Italo Calvino, Lezioni americane, Rapidità.