29 settembre 2016

Josias Scharf


Libertà

Nessun individuo può riconoscere la sua propria umanità né per conseguenza realizzarla nella sua vita, se non riconoscendola negli altri e cooperando alla sua realizzazione per gli altri. Nessun uomo può emanciparsi altrimenti che emancipando con lui tutti gli uomini che lo circondano. La mia libertà è la libertà di tutti, poiché io non sono realmente libero, libero non solo nell'idea ma nel fatto, se non quando la mia libertà e il mio diritto trovano la loro conferma e la loro sanzione nella libertà e nel diritto di tutti gli uomini miei uguali.

Bakunin cit. Malatesta

Erich Kästner

agenda letteraria
Il 29 settembre del 1974 muore a Monaco di Baviera Erich Kästner


L'intelligenza ognuno se la deve
conquistare. Soltanto la stupidità
si espande gratuitamente.
...

Sono un tedesco di Dresda in
Sassonia. Il mio paese non
mi lascia partire. Sono come
un albero che è nato in GErmania
e che, se necessario,
si seccherà in Germania.

28 settembre 2016

Buonanotte del 28 settembre 2016

Dipenderai meno dal futuro se avrai in pugno il presente.

— Seneca

Nicolas de Staël


(French, born Russia, 1914-1955) Composition, c.1952-53.

Un incontro inatteso

Ichna

Siamo molto cortesi l'uno con l'altro,
diciamo che è bello incontrarsi dopo anni.

Le nostre tigri bevono latte.
I nostri sparvieri vanno a piedi.
I nostri squali affogano nell'acqua.
I nostri lupi sbadigliano alla gabbia aperta.

Le nostre vipere si sono scrollate di dosso i lampi,
le scimmie gli slanci, i pavoni le penne.
I pipistrelli già da tanto sono volati via dai nostri capelli.

Ci fermiamo a metà della frase,
senza scampo sorridenti.
La nostra gente
non sa parlarsi.

Wisława Szymborska

27 settembre 2016

Buonanotte del 27 settembre 2016

Il più grande sbaglio della vita è quello di aver sempre paura di sbagliare.

— Elbert Hubbard

Childe Hassam


Childe Hassam (American, 1859–1935) Celia Thaxter’s Garden, Isles of Shoals, Maine, 1890

Henry & June

Sento la magia della mia casa che mi culla. Sediamo tutti davanti al camino. Questo è il momento in cui la casa diffonde un incantesimo, e il fuoco scioglie la tensione. Posso restare seduta immobile, come se fossi parte di un affresco. La loro ammirazione e il loro amore è dolce per me. Perdo il senso della mia segretezza. Apro le scatole di ferro e mostro loro i primi diari. Fred afferra il primo volume e incomincia a ridere e piangere leggendolo. Ho dato a Henry il diario rosso, tutto su di lui, una cosa che non avrei mai fatto con nessun altro. Leggo al di sopra della sua spalla.

— Anaïs Nin

26 settembre 2016

Buonanotte del 26 settembre 2016

La musica è l'unica musa di cui abuso.
Perchè non mi usa.
E non mi ha mai illuso.

— Nitro

Edgar Degas


(French, 1834-1917) - At the Café des Ambassadeurs - 1805

La fuga

Quando non può lottare contro il vento e il mare per seguire la sua rotta, il veliero ha due possibilità: l'andatura di cappa (il fiocco a collo e la barra sottovento) che lo fa andare alla deriva, e la fuga davanti alla tempesta con il mare in poppa e un minimo di tela.
La fuga è spesso, quando si è lontani dalla costa, il solo modo di salvare barca ed equipaggio. E in più permette di scoprire rive sconosciute che spuntano all'orizzonte delle acque tornate calme. Rive sconosciute che saranno per sempre ignorate da coloro che hanno l'illusoria fortuna di poter seguire la rotta dei carghi e delle petroliere, la rotta senza imprevisti imposta dalle compagnie di navigazione. Forse conoscete quella barca che si chiama desiderio.

— Henri Laborit, Elogio della fuga

Béla Bartòk

agenda letteraria
Il 26 settembre del 1945 muore a New York il compositore e musicista ungherese Béla Bartòk


Insegnare il pianoforte a giovani privi di talento che considerano
la musica come un mezzo di guadagno, non mi entusiasma
affatto. Ma noi siamo uno stato povero, che può contribuire
poco alla soluzione di compiti scientifici e artistici.

(Alla ricerca delle canzoni popolari, 1910)

25 settembre 2016

Buonanotte del 25 settembre 2016

Chi ha un perché abbastanza forte, può superare qualsiasi come.

— Friedrich Wilhelm Nietzsche

Gerard Stricher


Nazione civile tre

Ho letto per tutto il pomeriggio di ieri diversi commenti tutti più o meno incentrati su come sia doveroso riconoscere al governo Renzi il risultato della legge sulle unioni civili.
Il mantra, un po’ per tutti, è stato che “ci hanno provato in tanti ma solo Renzi ci è riuscito.”
La mia reazione è stata, prevedibilmente, di fastidio, fino a quando non mi è arrivata una illuminazione.
Fastidio perché nel nostro paese le leggi le fa il Parlamento, e non il Governo, ma nella testa degli italiani in realtà in un modo anche un po’ grottesco è già stata metabolizzata quella che sarà la riforma costituzionale. Insomma le cose che contano le decide il Governo, il Parlamento serve ad altre cose.
Fastidio perché la legge è stata approvata con due voti di fiducia, ma la fiducia sul testo quando conteneva ancora la stepchild adoption, e quando questa era considerata indispensabile da coloro che oggi festeggiano, proprio no, non si poteva chiedere.
Fastidio nel vedere le facce trionfanti non di Monica Cirinnà, ma del Ministro Boschi e del candidato Sindaco di Roma (o era il vicepresidente della Camera? Ah già, sono la stessa persona).
L'illuminazione è arrivata solo molto dopo. L'Italia ha finalmente avuto una legge che riconosce le unioni anche tra persone dello stesso tempo, e l'ha potuta avere alla fine di un ciclo. Un ciclo che ha privato la politica di ogni riferimento residuo a qualsiasi ideologia. Una politica che ora è semplicemente l'espressione della gestione del potere, senza nessuna sovrastruttura di carattere morale, o culturale.
La legge per le unioni civili, se ci pensiamo bene, la dobbiamo semplicemente al fatto che, tolto di mezzo - temporaneamente o per sempre Berlusconi - i partiti che governano il paese non sono espressione di alcun pensiero etico. Sono completamente neutri, o peggio, indifferenti.
Ed è vero che all'Italia serviva una legge sulle unioni omosessuali. È vero da molto tempo. Ma è anche vero che la stessa legge, in questo preciso momento, e in misura molto maggiore, serviva al governo Renzi.

— P. O.

Jacques Cazotte

agenda letteraria
Il 25 settembre del 1792 muore ghigliottinato a Parigi Jacques Cazotte


Lascia che entrino nelle tue
vene gocce del fuoco delizioso
che fa ardere le mie; addolcisci,
se lo puoi, il suono di questa
voce fatta per ispirare l'amore,
di cui troppo spesso ti servi per
spaventare il mio animo timido;
dimmi, infine, se ti è possibile,
ma con la stessa tenerezza che
provo per te: Mio caro Belzebù
io ti adoro...

(Il diavolo innamorato)

24 settembre 2016

Buonanotte del 24 settembre 2016

Non rimpiango le persone che ho perso col tempo, ma rimpiango il tempo che ho perso con certe persone. Perché le persone non mi appartenevano, gli anni sì.

— Carl Gustav Jung

Egon Schiele


 Woman Laying Nude 1911

Susanna Rafart

il sabato poesia

Traccerò

Traccerò cerchi con ossidiana,
segno per segno, seguendo il buio dei verbi
quando il giorno sarà l’ultimo giorno
in mezzo a bestie golose
che con artigli lunari
vorranno amare la vita di un solo verso
beneficio di bussole indenni
sotto colonne d’edera rannuvolate.
Sarà così che non trascriveremo il corso
di fiumi vivissimi.
Resterò nei cerchi sotto nevi avverse
e abolirò il mare che m’incendia
la matita desolata di questi abissi.