19 gennaio 2017

Buonanotte del 19 gennaio 2017

Puoi leggere, leggere, leggere, che è la cosa più bella che si possa fare in gioventù: e piano piano ti sentirai arricchire dentro, sentirai formarsi dentro di te quell’esperienza speciale che è la cultura.

Pier Paolo Pasolini

Herbert Brandl


Piccola

A te sussurro, Piccola, dovunque tu sia, dovunque tu vada. Caldo fiume tremulo, la tenerezza inumidisce la mia voce, la mia voce che ti nomina. Per te, più lontano dei rossi cieli lontani, e delle montagne lontane, e delle stelle lontane, per te, più lontano guardo, più lontano.

Un vuoto qui fra le mie braccia, un suono trepidante che manca nella mia voce, la macchia del tuo corpo assente dal paesaggio; questo sei, Piccola, e senz'altro sei di più.

Fiore del mio cuore, anima d'acqua che traversa la mia terra, fiore mio. Piena dei miei dolori e dei miei silenzi, bimba dagli occhi assorti come tutta la mia infanzia, voglio che ti faccia crocifiggere nei miei sogni e che mi sopravviva in tutte le cose della terra.

A mezzanotte, gemma fatta albero nel mio petto, come da una pietra spezzata, come un albero ti elevi nel cielo profondo e ti costellano le stelle altissime.

Mi occupi come l'aria occupa le stanze e vuote, come la presenza dell'ombra occupa le stanze chiuse, come il profumo satura le corolle dell'estate.

Se per caso mi allontano da te, non rattristarti. Passa appena, davanti alla finestra, il volo di un uccello errante e silenzioso.

L'assente, sei l'assente. Ti chiamo e la mia voce cade e si trascina, ma la senti.

La senti, Piccola, quando ti addormenti, come il rumore di un fiume distante. La notte, è la notte. Emergi fioreggiata di luce azzurra e sei l'astro che ama il mio desiderio. Non ci sei.

L'assente, quella che chiude le palpebre, all'altro lato dell'ombra. Ti parlo e la ma voce ti chiama, Piccola. Non te ne andare, non te ne andare mai.

Pablo Neruda

18 gennaio 2017

Buonanotte del 18 gennaio 2017

Tutto ciò che ci irrita negli altri può portarci a capire noi stessi.

Carl Jung

Jan Willem van Welzenis


Le tre parole più strane

Ichna

Quando pronuncio la parola Futuro,
la prima sillaba gia’ va nel passato.

Quando pronuncio la parola Silenzio,
lo distruggo.

Quando pronuncio la parola Niente,
creo qualche cosa che non entra in alcun nulla.

Wisława Szymborska

Arno Schmidt

agenda letteraria

Il 18 gennaio del 1914, nasce a Amburgo lo scrittore tedesco Arno Schmidt


Non c'è proprio alcun dialogo
tra le generazioni!
I miei bambini sono degli
estranei; come lo furono
sempre i miei genitori. E' per questo
che nelle biografie i parenti sono
sempre meno importanti
degli amori o degli amici.

(Dalla vita di un fauno)

17 gennaio 2017

Buonanotte del 17 gennaio 2017

Nei veri maestri c'è qualcosa di così unico e paradossale che solo nel distacco se ne coglie la prospettiva. Soprattutto se sono maestri loro malgrado.

— Roberto Andò

Lena Owens


Di questo mondo e degli altri

Le parole sono buone. Le parole sono cattive. Le parole offendono. Le parole chiedono scusa. Le parole bruciano. Le parole accarezzano. Le parole sono date, scambiate, offerte, vendute e inventate. Le parole sono assenti. Alcune parole ci succhiano, non ci mollano; sono come zecche: si annidano nei libri, nei giornali, nelle carte e nei cartelloni. Le parole consigliano, suggeriscono, insinuano, ordinano, impongono, segregano, eliminano. Sono melliflue o aspre. Il mondo gira sulle parole lubrificate con l’olio della pazienza. I cervelli sono pieni di parole che vivono in santa pace con le loro contrarie e nemiche. Per questo le persone fanno il contrario di quel che pensano, credendo di pensare quel che fanno.

José Saramago

16 gennaio 2017

Buonanotte del 16 gennaio 2017

Non veniamo al mondo per lavorare o per accumulare ricchezza, ma per vivere. E di vita ne abbiamo solo una.

— José Mujica

Morten Pedersen


Mamma e madre

Una mamma è colei che crede di essere una madre, ma non lo è; pensa di esserlo, ma non lo è perché essere una madre è molto, molto difficile, mentre essere una mamma è molto facile. Il solo procreare è sufficiente per essere una mamma: non è necessaria alcuna comprensione. Il mondo intero è pieno di mamme, ma trovare una madre è molto difficile. Una madre è colei che ti aiuta ad essere te stesso. La mamma è colei che pensa, che crede di amarti, ma in realtà ama se stessa e desidera solo che tu diventi una proiezione delle sue ambizioni. E questo vale anche per i papà. Potrai trovare delle mamme e dei papà ovunque: hanno corrotto il mondo intero. Freud dice che, se esaminiamo le nevrosi in profondità, si troverà sempre una mamma alla base. Tutta la psicoanalisi converge, alla fine, su problemi che la mamma ha creato. Quindi la mamma è la simulazione di una madre, la controparte fisica della madre spirituale. Essere una madre è molto difficile. Solo colei che è arrivata a casa può essere una madre. Procreare è molto facile, è naturale, biologico, ma essere una madre è qualcosa di spirituale. La mamma vorrebbe che la seguissi, vorrebbe possederti, farti diventare una parte di sé, un suo possedimento prezioso. Ti sarà attaccata. La madre, invece, ti aiuterà a diventare indipendente. Ti aiuterà a diventare individuo. Ti amerà ma non cercherà di importi nulla. Ti darà il suo amore ma non ti passerà il suo sapere. Ti manderà nel mondo affiché tu scopra la tua verità e trovi la tua vita. Non ti darà né un modello né una forma. Non ti strutturerà, si limiterà ad aiutarti qualsiasi cosa tu possa essere. La madre è l’ideale, accade raramente! Le mamme le trovate ovunque. La madre è l’ideale utopistico, colei che può far nascere la tua anima.

Osho

Federico De Roberto

agenda letteraria
Il 16 gennaio del 1861, nasce a Napoli lo scrittore Federico De Roberto


Avevano promesso il regno
della giustizia e della moralità;
e le parzialità, le birbonerie,
le ladrerie continuavano come prima:
i potenti e i prepotenti d'un
tempo erano tuttavia al loro posto!

(I Vicerè)

15 gennaio 2017

Buonanotte del 15 gennaio 2017

Perché continui a battere le mani? chiese il medico al paziente.
Per scacciare gli elefanti” rispose il paziente.
Ma qui non ci sono elefanti! disse il medico.
Vede che funziona? rispose il paziente.

— P. Watzlawick

Helen Wells



Donna

Mio padre mi diceva che per far felice una donna non ci vuole molto, ma ci vuole molto.
Cioè, si spiegava meglio, non ci vuole molto impegno, ma ci vuole molta passione.
Non ci vogliono molti soldi, ma ci vuole molta creatività.
Per vedere se la donna che hai accanto sta bene, tu portala a passeggiare, mi diceva.
Portala nei vicoli della città, portala a guardare le cose piccole, come le vecchiette che annaffiano dai balconi.
Che poi le passeggiate aiutano pure ad innamorarsi di più, mi diceva.
Perché quando si cammina i pensieri stupidi scorrono via, e rimane solo il presente, la bellezza del giorno, voi due.
Poi, portala a fare un aperitivo, mi diceva; quella sarà la prova del nove.
Fate un bell'aperitivo insieme, riposatevi dalla passeggiata, bevete e mangiate, ridete, diamine falla ridere.
E se dopo l'aperitivo ti dice: “io ho ancora fame, andiamo a cena?”
allora significa che quella persona sta davvero bene con te.
È felice, mi diceva.
Perché una donna quando sta bene ha sempre fame.

- Gio Evan.

14 gennaio 2017

Buonanotte del 14 gennaio 2017

Magari non saremo mai in grado di capire del tutto qualcuno, tanto meno chi più amiamo, ma possiamo comunque amarlo senza riserve. Secondo me amare una persona è forse più facile che capirla ma molto più pericoloso perché l’amore fa sempre male. Si può cercare di capire qualcuno ma non si può cercare di amarlo. L’amore nasce involontario.

— C’era una volta l’amore ma ho dovuto ammazzarlo, Efraim Medina Reyes

F. E. Clark


Thomas S. Eliot

il sabato poesia

Ci sarà tempo

E di sicuro ci sarà tempo
Per il fumo giallo che scivola lungo la strada
Strofinando la schiena contro i vetri;
Ci sarà tempo, ci sarà tempo
Per prepararti una faccia per incontrare
le facce che incontri;
Ci sarà tempo per uccidere e creare,
E tempo per tutte le opere e i giorni delle mani
Che sollevano e lasciano cadere
una domanda sul tuo piatto;
Tempo per te e tempo per me
E tempo anche per cento indecisioni,
E per cento visioni e revisioni,
Prima di prendere un thè col pane abbrustolito.